Si parte..

Inserito il 23 gennaio 2009 08:24 da Redazione editoriale in ATP e dintorni
Editoriale di Alessandro Coletta, che parla approfonditamente dei primi quattro giocatori del mondo e in generale delle possibili sorprese del 2009.

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Si parte,dunque.
O meglio,si è già partiti per quella che si preannuncia come una delle stagioni più appassionanti degli ultimi anni,visto l'altissimo livello di competitività dei cosiddetti,e non a torto,Big Four,o Magnifici Quattro,che dir si voglia.
Mentre scrivo,infatti,sta per entrare nel vivo il primo attesissimo Slam,gli Australian Open,di una stagione che ha visto i migliori,Djokovic a parte,confrontarsi già nel primo torneo stagionale,a Doha;e se ne sono già viste delle belle,con la vittoria di un Andy Murray che ha voluto subito mettere le cose in chiaro e far capire al mondo che,dopo gli straordinari exploit dello scorso anno,è pronto a giocarsi,con maggior continuità,l'ambito trono.Il torneo australiano ci darà già una serie di importanti indicazioni sulle reali possibilità dei quattro nonchè di possibili outsider.

Ma esaminiamo più da vicino i quattro grandi protagonisti che,salvo improbabili inserimenti,si daranno battaglia per la conquista dello scettro di miglior giocatore al mondo,cominciando chiaramente dall'attuale numero 1,Rafael Nadal.

Nel 2008 ha portato a compimento la sua faticosa,graduale rimonta nei confronti di Re Roger,dominatore delle stagioni precedenti,continuando a sovrastarlo negli scontri diretti,ma soprattutto riuscendo a violare il "giardino di casa Federer",il prato di Wimbledon,il torneo più prestigioso al mondo,in una finale epica,che rimarrà per sempre nella memoria dei fortunati che vi assistettero nonchè nell'immaginario collettivo degli appassionati.
Dunque,un'altra stagione da schiacciasassi per il maiorchino,sebbene parzialmente rovinata,nel finale,da problemi fisici,se vogliamo,fisiologici per uno come lui che gioca un numero realmente impressionante di partite ravvicinate in una stagione.
E il problema,evidenziato,più o meno esplicitamente,anche dal suo stesso zio-allenatore Toni,è proprio quello:riuscirà lo spagnolo ad esercitare il suo strapotere,anche fisico,sul circuito anche in questa stagione,senza incorrere in ulteriori problemi di natura muscolare?E la questione non è di poco conto,visto che tutti sappiamo quanto l'aspetto fisico influisca e determini il suo livello di gioco.
Va detto,però,anche per tranquillizzare i suoi tantissimi fan,che questa domanda è quella che sostanzialmente ci eravamo posti anche gli anni scorsi,allorchè sembrava impossibile che Rafa potesse tenere quei ritmi per tutto l'anno e per stagioni consecutive..tuttavia,come possiamo ben vedere,lo spagnolo ci ha finora sempre smentito,ed è per questo che,pur non trascurando le possibilità degli altri contendenti,lo reputo ancora il favorito nella lotta al primo posto a fine anno.

Roger Federer,dominatore di svariate stagioni passate,nel 2008 ha visto invece cadere molte certezze,nonchè la sua condizione fisica,con la mononucleosi che lo ha debilitato almeno nei primi mesi dell'anno.
Tendenzialmente la sua stagione passata si definisce deludente,visto il dominio che eravamo abituati a vedergli imporre fino al 2007.Ma i suoi risultati,pochi tornei vinti(ma che spettacolo il lampo d'orgoglio finale degli UsOpen)e molti piazzamenti,se così possiamo definire 2 finali e 1 semifinale Slam,per tacere di altro,per qualsiasi altro giocatore avrebbero significato una stagione da incorniciare.Ed è proprio questo che ci dà la misura della grandezza di questo leggendario campione,che quasi rischia di apparire vecchio,nonostante i suoi 27 anni,in mezzo a "ragazzi terribili"come Nadal,Murray e Djokovic..
Per la stagione che viene,è presumibile,anche dalla programmazione dichiarata da lui stesso,che attuerà una politica più saggia e cauta nella scelta dei tornei da affrontare:ciò è dovuto alla sua consapevolezza di non essere più inscalfibile fisicamente come appariva fino a,per intenderci,il comparire della malattia,e di dover perciò centellinare le forze in modo da arrivare al massimo ai grandi appuntamenti,nei quali lui non ha mai fallito.Il ritorno al trono di Wimbledon,in particolare,non potrà che essere l'obiettivo principe della sua stagione.
Dunque,a malincuore(non nascondo certo la mia sconfinata ammirazione nei suoi confronti),lo vedo un gradino sotto Nadal e forse anche Murray,per quanto chiaramente sarei lieto di essere smentito.

Andy Murray,dicevamo.Tra i 4 è quello più in ascesa nonchè colui che nel 2008 ha compiuto il definitivo salto di qualità,che lo ha portato,dopo qualche exploit negli anni passati,a competere alla pari con tutti i più forti.
Ha chiuso in crescita la scorsa stagione e ha cominciato in bellezza la presente,vincendo a Doha dopo aver battuto,tra gli altri,un buon Federer,come a voler mettere subito le cose in chiaro.
Ormai è nella piena maturità psico-fisica,e ha trovato anche quell'equilibrio mentale,quella continuità sia nella singola partita sia nella stagione intera,che era quello che sostanzialmente prima gli mancava,visto che i suoi mezzi fisici e tecnici non erano certo mai stati in discussione.
Per il momento è quarto in classifica,ma solo perchè è "esploso"per ultimo:non mi sorprenderei di vederlo,a fine anno,nei pressi della prima posizione mondiale.

Ultimo ma non meno importante,Novak Djokovic.Nole sembrava poter attentare ai primi due già dall'inizio della scorsa stagione,dove agli Australian Open disputò un torneo splendido vincendo il primo,e sicuramente non ultimo,Slam della sua carriera.Poi ha proseguito tra molti alti e qualche basso,fino a chiudere in bellezza con la prestigiosa vittoria nella Masters Cup di Shanghai.
Tra i quattro,lo vedrei insieme a Federer,un gradino sotto Nadal e Murray.Posizione che senz'altro potrebbe cambiare qualora acquisisse quella continuità di rendimento che forse ancora gli manca per competere,in fatto di punti,alla corsa al trono,anche se di fatto Novak ha chiuso l'anno ad un tiro di schioppo dalla seconda posizione di Federer.
Di certo il suo potenziale,nonchè il suo bagaglio tecnico e fisico,non sono minimamente in dubbio,anzi,sono forse,a mio parere,anche superiori a quelli degli altri grandi.

Possibili outsider,non penso almeno per ora per le primissime posizioni,potrebbero e dovrebbero rivelarsi Del Potro,Tsonga e Simon,reduci da stagioni di grande crescita dove hanno tra l'altro collezionato alcuni scalpi di assoluto prestigio.
Davydenko,Roddick e Blake,che chiudono gli attuali top 10,li conosciamo ormai da tempo,e francamente credo di assesteranno nelle stesse posizioni attuali.
Da tener d'occhio poi altri due francesi,ormai da tempo pronosticati in alto,ma per ora ancora in "incubazione":Gael Monfils,che ha cominciato bene la stagione,e il piccolo-grande Richard Gasquet,che se contassero,nel tennis,soltanto la tecnica,l'eleganza e la pulizia del gesto,sarebbe senz'altro nei piani alti della classifica.

Come avrete notato,non ho citato alcun alfiere italiano:purtroppo,per quanto Seppi abbia una certa continuità a discreti livelli e i giovani Bolelli e Fognini abbiano indubbie qualità nonchè potenzialità ancora in parte inespresse,non vedo molte possibilità di ritrovarci a fine anno,dopo tanto,troppo tempo,un azzurro nei primi 15 del mondo,là dove si fanno i grossi risultati.
Con ciò,chiaramente,ci sono tutte invece le possibilità di attestare anche tre italiani,Seppi,Bolelli e Fognini,nei primi 50,il che costituirebbe una solida base per poi tentare,nei prossimi anni,il definitivo salto.

In conclusione,ci aspetta una stagione appassionante e mai come stavolta equilibrata,con quattro pretendenti pienamente in grado di elevarsi fino alla prima posizione,cosa che,da diversi anni a questa parte,non ha precedenti.
Ed è proprio per questo che,se posso permettermi,mi sento di dare un consiglio,da appassionato nonchè profondo amante di questo meraviglioso sport,a chi si accinge,come noi di questa comunità nonchè i numerosi appassionati italiani,ad assistere allo spettacolo:in questa stagione cerchiamo di lasciare da parte il più possibile divisioni o polemiche legate alla preferenza per un giocatore piuttosto che un altro o cose del genere,ereditate dalla cultura di stampo "calcistico" che impregna anche troppo il nostro paese(pur rispettando ovviamente le naturali predilezioni soggettive),e godiamoci,come dicevo,questo meraviglioso spettacolo,questa nuova primavera del nostro amato sport.

Alessandro Coletta

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