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Contrariamente da quanto sembrava nei giorni scorsi, Juan Martin Del Potro non sarà al via neanche a Miami, prolungando quindi la sua assenza dai campi a causa dell'infortunio al polso.

Il suo coach Franco Davin ha voluto comunque tranquillizzare i tifosi sulle condizioni dell'argentino: "Non è niente di grave, ma ha avuto poco tempo per presentarsi a Miami in una condizione accettabile per poter giocare. Non sente più dolore al polso ma deve ancora ritrovare il ritmo di gioco, si è allenato tutta la settimana ma vogliamo evitare che possano esserci delle ricadute".

Si terranno domani, sabato 20 marzo, alle 14,30 presso la chiesa San Carlo Ca' Granda di Milano i funerali di Roberto Lombardi, deceduto nella giornata di ieri all'età di 59 anni al termine di una lunga malattia, la sclerosi laterale ameotrofica, tristemente conosciuta come SLA.

Nei prossimi mesi sarà pubblicata postuma la sua ultima pubblicazione, "Cento anni di tennis italiano", in occasione del centenario della Federazione Italiana Tennis.

La Gran Bretagna, attesa da uno spareggio contro la Turchia per non retrocedere nella quarta serie del tennis mondiale, è senza capitano. Infatti John Lloyd ha rassegnato nella giornata di ieri le dimissioni al termine di quattro anni tutt'altro che entusiasmanti, con ben 5 sconfitte consecutive che hanno portato la squadra britannica al punto più basso della sua storia. L'ultimo "tie" vinto risale addirittura al settembre del 2007.

E la sua sostituzione si prevede non facile. Infatti, dopo il no di Tim Henman, anche Greg Rusedski non pare interessato a sedere sulla panchina britannica, per lo più in un momento così delicato e conAndy Murray che pare non aver alcuna intenzione di giocare. La LTA, al centro di feroci critiche dopo la sconfitta in Lituania, ha pochi mesi di tempo per cercare una soluzione.

Oltre a Lloyd esce dal team di Coppa Davis anche Paul Annacone, che era uno dei coach al seguito della squadra e che ora si dedicherà a tempo pieno come responsabile del settore maschile.

Non è andata giù a Boris Becker la sconfitta subìta dalla sua Germania nel primo turno di Coppa Davis contro la Francia. L'ex fuoriclasse tedesco ha puntato il dito contro i giocatori più forti, che hanno deciso di non disputare la competizione a squadre.

Nell'intervista rilasciata alla Bild Becker non ha usato giri di parole : "Il capitano Patrick Kuehnen  è stato costretto in pratica a schierare una squadra "B", il problema è che i giocatori non tengono più alla Coppa Davis. I giocatori non devono dimenticarsi che hanno dei contratti con delle società tedesche e che la federazione li ha aiutati anche economicamente, quindi rappresentare il loro paese per due settimane all'anno è il minimo che possono fare".

"Dicono di sentire troppa pressione? Se è così allora farebbero meglio a lavorare alle poste, lì c'è sicuramente meno pressione, ma anche molti soldi in meno. I giocatori devono capire che dalla Coppa Davis hanno solo da guadagnarne piuttosto che rimanere per tutta la carriera tra il n.70 e il n.130 della classifica."

Justine Henin è ritornata sulla prematura eliminazione a Indian Wells, per mano dell'argentina Gisela Dulko. Ecco le dichiarazioni della recente finalista agli Australian Open:

"Non credo che il servizio sia stata la causa principale della mia sconfitta. Questo era solo il terzo torneo dal mio rientro sul circuito, probabilmente ci vorrà ancora qualche mese per essere al top e per abituarmi a queste situazioni, credo sia un problema più mentale che tecnico. Non sono mai riuscita a trovare il ritmo, questa sconfitta mi fa capire che c'è ancora molto lavoro da fare per trovare una certa continuità di risultati".

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Foto di Ray Giubilo

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