Piccoli Roger crescono?

Inserito il 28 agosto 2005 15:48 da Matteo Rinaldi in Editoriali
Discettando sui disastri della nostra federazione in questi ultimi 30 anni, si andava reiterando un motivetto molto accattivante secondo il quale compito di una buona federazione tennis è cercare di formare più buoni giocatori, non creare campioni, perchè i campioni nascono a prescindere dalla nazione, sono in una certa qual specie manna dal cielo con la racchetta in mano (poi si può discutere a lungo sul fatto che una federazione possa rovinare anche quelli, ma non è nostra intenzione farlo qui).
Esplicita testimonianza è che al numero 1 dell'ATP entry system da ormai 1 anno c'è un giocatore elvetico, Roger Federer, esponente di una nazione che in quanto a numero di praticanti non eguaglia neppure il numero dei tennisti lombardi, dopo che, negli anni '90, l'"oriunda" Martina Hingis aveva portato in dote alla patria di Gugliemo Tell ben 8 slams. Insomma due campioni nati e cresciuti in un Paese non al top nel tennis.

Se per gioco ora volessi rileggere la medesima classifica a cui accennavo nel paragrafo precedente e facessi divenire apolide il buon Roger, visto che per il tennis che esprime sembra venuto da un'altra pianeta, cosa rimane della Svizzera? Sarebbe tuttavia sbagliato denigrarla a nazione materasso, perchè oltre ai vari Chiudinelli. Bastl, Heuberger, Allegro sta crescendo un giovane interessantissimo. No, non sto parlando di Lammer, bensì di Stanislas Wawrinka.
Nato in Svizzera 20 anni or sono, nonostante un cognome che tradisce origini polacche, Stan si sta affacciando alla soglia dei primi 100 dopo un curriculum di tutto rispetto tra i giovanissimi, culminata con la vittoria al Roland Garros del 2003. In quei mesi, arriveranno anche due vittorie di un certo spessore, nei challenger di San Benedetto e Ginevra, che lo portarono tra i top-200. "A San Benedetto mi sono trovato benissimo — ha detto Wawrinka, dopo la premiazione effettuata dal direttore della Banca delle Marche, Domenico Luciani e dal sindaco Domenico Martinelli — tornerò nell'Atp Challenger 2004. Qualcuno mi paragona al connazionale Roger Federer, campione di Wimbledon 2003? No, lui gioca troppo bene e io ho tanto da imparare".

Sembrava, a dire il vero, che questo svizzero dotato di un ottimo servizio,oltre che di un gran fisico, e due ottimi fondamentali da fondo, potesse piazzare l'exploit già a quel tempo, ma a dire il vero, il 2004, è stata un'annata deludente.
Il problema sostanzialmente era che Wawrinka fosse un giocatore da una sola superficie, la terra appunto, che nel frattempo gli aveva portato il terzo e quarto titolo challenger (Barcelona e ancora Ginevra), mentre sui terreni veloci mostrava lacune abbastanza evidenti.

Pare che quest'anno sia riuscito a migliorarsi, soprattutto grazie ad un servizio resosi definitivamente sicuro e capace di portargli molti punti. Insomma un primo salto di qualità è stato fatto.
Il secondo, quantomeno a livello psicologico, era frutto della decisione di Federer di non difendere i colori rossocrociati nell'edizione 2005 della Davis Cup: questo faceva sì che Stan diventasse primo singolarista nella formazione elvetica.
La coppa Davis, ben sì sa, può essere un grande trampolino, perchè la tensione emotiva che si vive in taluni incontri sono tali da poter far cambiare qualcosa nella testa di un giocatore. A Stas questo non è accaduto, almeno a livello di risultato. Infatti lo svizzero, dopo aver perso nel match della prima giornata contro Wessels in quattro set, nell'ultima partita, con la sua nazionale sotto 2 a 1 , si è reso protagonista di un match tanto spettacolare quanto maligno, perdendo 9 a 7 al quinto contro Sjeng Schalken. Un match in cui Wawrinka, dopo aver recuperato sotto 2 set a 1, aveva giocato benissimo, andando avanti 4 giochi a 1 nel quinto e trovandosi a servire per la vittoria sia sul 5-4 sia sul 7-6. Ma purtroppo non c'è stato verso, sono stati 4 i match-points falliti, ed, infine, c'è stato l'ovvio crollo psicologico che ha portato il più esperto Sjeng a portare a casa la vittoria. Peccato perchè una vittoria di tale prestigio poteva essere un ottimo risultato mentale raggiunto da Wawrinka; però c'è da dire che va a suo merito il fatto di aver tenuto testa a due buoni (forse Schalken anche qualcosina in più) giocatori su un terreno indoor ad una giovane età come la sua.
Siamo sicuri che Wawrinka quest'anno sfonderà la soglia dei 100 e possa, finalmente, dare alla Svizzera un altro giocatore davvero di ottima fattura.

Scheda di Wawrinka


Data di nascita : 28/03/1985 a Lausanne, Svizzera
Altezza : 182 cm
Peso : 79 kg
Tipo : Destro
Professionista dal : 2002
Coach : Dimitri Zavialoff (da quando aveva 8 anni).
Hobby : NBA, Cinema, Video Games
Curiosità : La sua bestia nera è il francese Lisnard dal quale ha perso due volte, entrambe in tre set e sulla terra)dapprima nel suo debutto a Gstaad nel 2003 e in seguito nel challenger di San Pietroburgo nel 2004.


Piccolo riassunto della carriera
2002 –Nel torneo U18 di Francoforte (terra) riesce a raggiungere i quarti dove perde da Petzschner .Da ricordare I quarti di finale con Bracciali nell’ ITF Svizzero da 6.250 dollari dove perde abbastanza nettamente (3-6 1-6) dopo aver battuto i “nostri” Da Col e Pizzato. In un altro torneo “satellite”raggiunge la finale perdendo dall’austriaco Gruber. Riesce a raggiungere i quarti nel future spagnolo di El Ejiko. Chiude nei top-700 dell’entry system.
2003 –Incomincia alla grande la stagione arrivando in finale nel future spagnolo di Cartagena(terra,perdendo in finale da Navarro Pastor). Poco dopo riesce a far suo il satellite Spagna #2 battendo un altro spagnolo. Incomincia a “tastare”i primi challenger ,esce subito a Napoli e supero solo un turno(delle qualificazioni)in Francia.Dopo queste prove “opache” si issa fino alla semifinale nel future di Pavia dove perde da Matteo Colla. A giugno raggiunge un grande risultato…vince il Roland Garros Junior battendo,fra gli altri, Mergea, Almagro e Baker(in 3 set) in finale. Raggiunge il secondo turno al challenger di Lugano dove viene sconfitto da Seppi in due set. Debutta in un torneo ATP a Gstaad (sempre terra) dove vince al primo set ma deve cedere i seguenti due al francese Lisnard(allora numero 73). Continua il suo momento magico riuscendo a passare le qualificazioni dell’ATP olandese di Amersfoort (ancora terra) dove addirittura raggiunge il secondo turno(viene battuto piuttosto nettamente dall’olandese Sluiter).Ad Umag (ATP,terra) viene sconfitto al secondo turno da Volandri. Vince il suo primo challenger a San Benedetto(terra)superando Navarro in finale. Sembra non fermarsi più e difatti riesce a conquistare un altro torneo challenger a Ginevra. Risultati che gli permettono di entrare nei top 200.
2004 – Nella stagione della riconferma lo svizzero delude ribadendo sì il suo posto nei top 200 ma non spingendosi oltre. Bissa il successo nel challenger di Ginevra (sconfiggendo Christophe Rochus) al quale si aggiunge il challenger di Barcelona (battendo Vliegen in finale oltre che Dell’Acqua al secondo turno). Raggiunge la finale nel challenger di San Pietroburgo sconfitto, ancora una volta ,dal francese Lisnard. Nei quattro ATP che si susseguono sulla terra (Barcellona, Gstaad, Umag e Bucarest) raccoglie altrettanti primi turni(dopo aver passato le qualificazioni) perdendo da “terraioli” puri come Mantilla, Saretta, Ramirez Hidalgo e Ferrer. Nei tornei dello Slam non va oltre il secondo turno delle qualificazioni (US Open).
2005 – In questa prima parte della stagione riesce a scalare molte posizioni(attualmente occupa la 120ima posizione del ranking ATP). A Doha (cemento) perde al primo turno,dopo aver passato le qualificazioni, da Ljubicic(uno dei giocatori più in forma di quest’anno). All’Australian Open si ferma al secondo turno delle qualificazioni. Nei Challenger di Wrexham e di Andrezieux raggiunge prima una semifinale e poi una finale (perdendo da Voltchkov e Ascione).Nell’ATP di Rotterdam è il “giustiziere”di Vico e Seppi,oltre che di Grosjean…si dovrà arrendere al secondo turno perdendo,in maniera netta, da Federer (1-6 4-6).


Luca Brancher e Dario Castaldo TENNISTEEN.IT

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