Vince Spadea, andata e ritorno dall'inferno (tennistico)

Inserito il 28 agosto 2005 15:59 da Matteo Rinaldi in Editoriali
Il caso particolare di Vince Spadea, e quella serie di partite perse consecutivamente.
Vince Spadea nacque 31 anni fa nell’Illinois, precisamente a Chicago. Secondogenito, non dotato di un fisico da granatiere (ora è 182 cm X 77 kg.), ma abbastanza solido per emergere nel tennis moderno, Vincent si mise in mostra sin da giovanissimo, vincendo a soli 14 anni ben sei titoli nazionali, approdando alla nazionale statunitense giovanile a 15 anni e trionfando all'Orange Bowl al compimento dei 18.
Figlio di un artista di chiara origine italiana (calabrese per la precisione), nonché suo allenatore, Vince è uno dei pochi tennisti al giorno d’oggi ad aver addottato una racchetta sin dai primi passi e ad aver mantenuto la medesima per tutta la carriera. Infatti non ha mai voluto separarsi dalla sua Prince, modello long-size, che ormai lo accompagna nel suo peregrinare nel circuito mondiale e che gli permette di colpisce la palla in modo pulito, cosa che lo rende un ottimo giocatore da fondo (non a caso ha raggiunto le semi a Montecarlo nel 2003); i suoi problemi tennistici, oltre che nel gioco a volo, a lui poco congeniale, risiedevano principalmente nel servizio. Riuscì tuttavia a migliorarlo grazie all'aiuto ricevuto dell'esperto in biomeccanica Fischer, noto per aver collaborato anche con un giovane Pete Sampras.
Proseguendo nel suo excursus tennistico, c'è da ricordare come già a venti anni si sia insediato in pianta stabile tra i top 100 ATP e vi sia rimasto con relativa semplicità, continuando a crescere di anno in anno.
Dopo anni in cui erano tangibili i progressi, e nella posizione di classifica e nelle prestazioni, cominciarono ad arrivare risultati di rilievo - come la prima finale ATP nel1998, St. Polten, dopo che negli anni precedenti si era sempre ben distinto nello Slam Americano, raggiungendo diversi terzi turni - fino all'esplosione del 1999, in cui raggiunse i top20 e battè per otto volte dei top10, raggiungendo la finale ad Indianapolis, la semifinale a Lione, ma soprattutto i quarti all'Australian Open, dove fermò la corsa di Andre Agassi, che sembrava fino al quarto turno piuttosto in palla, come ha sempre dimostrato di essere in quel periodo della stagione.
Chiudendo quindi la stagione con 1542 punti, con un saldo positivo di 607 punti rispetto all'anno precedente, Vince sembrava aver raggiunto quel livello tale per cui era prossimo o il salto di qualità per entrare nell'Olimpo del tennis o la ridiscesa negli Inferi. E ridiscesa negli Inferi fu, ma di quelle rapide e dolorose.
Non sappiamo cosa sia accaduto in quell'inverno, anche se lui stesso ammette che aveva provato a cambiare qualcosa forse perchè si sentiva in grado di fare il salto definitivo. Sta di fatto che qualcosa cambiò, nel gioco, e soprattutto nella testa. Reduce da un 1999 molto positivo, tuttavia concluso con tre sconfitte (con El Ayanoui e Zabaleta, entrambi top30, negli ultimi due super9 e con Tarango (n.72) a Mosca), l'approccio al 2000 fu disastroso, catastrofico.
Per la trasferta che coincide con lo slam di Melbourne, Spadea decise di prepararsi con due classici prologhi, Adelaide e Sydney. Rimediò due sconfitte, secca nel primo torneo con Beto Martin (n. 55), contro cui raccolse solo 4 giochi, più combattuta nell'altro contro Adrian Voinea (n.102): 3-6 7-6 6-4 il punteggio finale. Fu lo stesso rumeno ad estrometterlo dall'Australian Open, dopo una battaglia di 5 set.
Dopo la parentesi australiana, Vince torna a giocare nel suolo natio, ma i risultati non cambiano: 4-6 3-6 contro Sa a Memphis , 4-6 4-6 contro Rios a Scottsdale, 1-6 1-6 contro Kafelnikov a Indian Wells ed infine 5-7 2-6 contro Ivanisevic a Miami. E' vero che l'urna non gli aveva riservato avversari comodissimi, però i segnali di ripresa non c'erano, il gioco non aveva più sbocchi, e, come si sa, la testa stava cominciando a dare per scontato la sconfitta e di segnali di reazione neanche l’ombra.
Ovviamente i risultati non arrivarono nella prima parte di tornei sul rosso europeo: a Montecarlo Zabaleta, a Barcelona Vinciguerra, a Roma El Aynauoi, ad Amburgo Schuttler e a Parigi Henman estromisero sul nascere il ragazzo della Florida, che ormai cominciava a non capire più a che santo votarsi, dato che tra gioco che non decollava e sorteggi mai abbordabili, non riusciva a mettere in cantiere alcun incontro.
Sicchè la prosecuzione dei tornei post-parigina sull'erba poteva sembrare solo pro-forma, dato che era ed è per Vince la superficie meno adatta al suo gioco da fondocampo – mentre la sua classifica lo aveva portato fino al numero 58, con una perdita di ben 38 posizioni in 5 mesi : e così fu al Queen's dove fu sconfitto da Sebastian Grosjean: per Vince era la 17 sconfitta consecutiva a partire dall'ottobre del 1999! Un tragico record.
Una volta arrivato all'All England, accompagnato dai genitori, lo yankee venne a conoscenza che anche qui il sorteggio non era stato dalla sua: gli toccava affrontare il giocatore di casa Greg Rusedski, numero 22 al mondo, ed ottimo animale da erba. Al momento in cui lo vennero a sapere, i genitori dissero a cuore aperto:
"Noi torniamo a casa, puoi usare anche la "raquet speed" contro Greg, ma dubitiamo che ti possa servire".
E già avevano incasellato la 18^ sconfitta.
Ed invece, a sorpresa, Vince riuscì a sovvertire il pronostico e ad aggiudicarsi il match dopo una maratona conclusasi al quattordicesimo games del quinto set. Risveglio, il ritorno del vecchio Spadea, o cos'altro?
Semplice fuoco di paglia: al turno successivo fu sconfitto seccamente dal terraiolo spagnolo Portas e dopodiche continuò un'annata disastrosa che gli regalò solo altre due vittorie a livello ATP, e che lo portò prima a giocarsi le quali ATP ed infine a girare per il circuito Challenger: insomma una discesa all’Ade coi fiocchi, che lo relegò al numero 217 della classifica, perdendo più dei 1000 degli oltre 1200 che aveva in classifica ad inizio anno.
Ci ha rimesso tre anni, Spadea, per riaffacciarsi tra i top-30, classifica attuale, riuscendo nel frattempo a vincere un titolo, a Scottsdale lo scorso anno ed a stabilire il suo best ranking (numero 18 nel febbraio scorso). Ma ancor'oggi non è chiaro il perchè di quella debaclè, che di fatto gli ha precluso tre anni di tennis che conta.
E se la risposta fosse scontata? Vince è un istrione, un artista fuori dal campo (buon cantante e musicista) da un carattere non sempre ammaliabile, forse in quel periodo qualcosa non gli andava a genio e ha perso la trebisonda ? O forse da buon artista voleva farci vivere un film?

SCHEDA DI VINCE SPADEA

Data di nascita: 19 luglio 1974
Luogo: Chicago
Residenza: Boca Raton
Altezza: 182 cm.
Peso: 77 kg
Tipo: Diritto
Titoli ATP (1): Scottsdale 2004
Record di carriera: 246-263
Record annuale: 13-14
Best Ranking: 18 nel febbraio 2005

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