La classe operaia va in paradiso: Flavio Cipolla nei primi 100 del mondo!

Inserito il 20 luglio 2009 09:56 da Redazione in ATP e dintorni
Poche ore fa e' arrivata l'ufficialita', Flavio Cipolla nell'ultima classifica Atp risulta essere il numero 99 del mondo. Finalmente abbattuto il tanto agognato muro dei primi 100! Questo grande traguardo viene celebrato con un editoriale di uno tra i piu' grandi tifosi di Flavio.

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Permettetemelo, per una volta, per questa volta, di uscire dal “mio” campo e di invadere quello di altri; di scrivere un pezzo che non sia la mia “vecchia” settimana azzurra per celebrare con la dovuta ammirazione e gioia l’ingresso di Flavio Cipolla nei primi cento giocatori del mondo.

È la rivincita della classe operaia, di un ragazzo che non è certo il prototipo del giocatore moderno tutta forza e muscoli con un servizio bomba e che può sfondare senza fatica nel ranking mondiale; vedi Flavio e ti chiedi come faccia a raggiungere certi traguardi: piccolo, mingherlino, un servizio non di certo esplosivo e decisivo ma tanta, tantissima classe, quella classe che solo la natura ti può dare perché essa non si può né comprare né costruire col tempo, o ce l’hai o non ce l’hai; Flavio ne ha da vendere e spesso mi domando dove potrebbe essere nel ranking se fosse più…prestante. Insomma, se la Francia ha le “magicienne” Santoro, noi abbiamo in lui il nostro maghetto, l’Harry Potter vestito di azzurro.

Mi ricordo ancora, era l’estate del 2005 e io, pur appassionato di tennis, non conoscevo ancora le immense vie che nei giorni nostri la rete ti concede per conoscere i risultati di sport meno conosciuti e famosi del calcio nel nostro bel paese anche perché, causa lavoro, mi connettevo ad internet per poco al giorno, forse nemmeno. Non ho mai disdegnato tennisti stranieri (Ivanisevic, Edberg, Kuerten, Rafter, Hewitt) ma, da nazionalista, il cuore è sempre pulsato per i nostri giocatori: ho sostenuto la brillante “follia” di Paolino Cané, ho ammirato l’immensa classe di Omar Camporese, stravedevo per Andrea Gaudenzi, ho seguito l’ascesa di Davide Sanguinetti… comunque, dicevo, in quell’estate come da tempo accadeva, i miei appuntamenti serali fissi erano la pagina della federtennis e il sito dell’ATP e la mia curiosità cadde su un italiano che non conoscevo minimamente dal curioso nome di un ortaggio: Cipolla, appunto. Era impegnato in un challenger nella lontana Russia, nessun sito ufficiale, nessun livescore, solo i pdf della federazione internazionale per capire come procedeva il suo cammino questo ragazzo che, classifiche alla mano, era solamente il numero 382 del mondo: primo torneo e semifinale e la mia curiosità aumentava sempre di più per cui mi infilai nelle infinite vie cibernetiche, digitai Cipolla su Google e, fra un’insalata e l’altra, capii che era meglio aggiungerci anche Flavio. Fu allora che conobbi tennisteen e che, grazie a questo sito, potei seguire l’avventura del tennista romano nel secondo challenger dell’ex Unione Sovietica con risultati non in tempo reale ma quasi… fu ancora semifinale e il mio tifo e la mia simpatia verso questo ragazzo crebbero di giorno in giorno, così, senza neppure sapere come; ci si può affezionare ad uno sportivo senza neppure conoscerne le qualità? Senza averlo mai visto giocare? Bhe, nel tennis si… seguivo con passione e speranza le partite di Fognini, Bolelli, Volandri, Seppi, Starace ma con Cipolla era diverso, di lui aspettavo i risultati con quell’ansia particolare che ti fa attendere solo qualcosa di importante, seguivo i livescore alternandoli a gioia, sofferenza, una nervosa sigaretta, un urlo di gioia per le vittorie. Ricordo ancora quattro anni fa, quando mi stavo preparando per andarlo a seguire al challenger di Bergamo, ero emozionato come un bambino al primo giorno di scuola! E ne avevo ben donde; se uno lo vede giocare non può non innamorarsi del suo gioco ma anche della sua semplicità, lo saluti e ti fermi a fare due parole e lui, anche se non ti ha mai visto, parla tranquillo e  gentile come fossi un suo amico.

Negli anni a seguire quell’estate 2005 Flavio è salito sempre di più nel ranking, ha vinto tornei challenger, ha disputato le quali nei MS di Roma e Montecarlo e le quali degli slam spesso arrivando ad un soffio dal qualificarsi (come a Wimbledon 2006) insomma, come direbbero in molti è diventato un onesto giocatore di challenger, si è instaurato stabilmente nei 200 del mondo ed è spesso arrivato ad un passo da un salto di qualità notevole, quello che ti porta a disputare anche qualche torneo ATP ma la sfortuna l’ha sempre bloccato sul più bello.

Roland Garros 2007… rientra certamente fra le emozioni più belle che mi ha regalato Cipolla fino ad ora: nelle qualificazioni vince un match incredibile contro Granollers Pujol, raggiunge il tabellone principale e supera Gabashvili per guadagnarsi di sfidare il Re della terra rossa, Rafael Nadal, sul centrale parigino; io in cuor mio ci spero, anche se so che l’impresa è improba, ma in caso contrario che tifoso sarei? Il risultato lo sapete tutti ma è il contorno che conta, la favola di Flavio, il fatto che i francesi abbiano visto con i loro occhi che anche l’Italia ha il proprio maghetto della racchetta

Di li in poi ancora una cavalcata carica di speranze per Flavio che (addirittura in condizioni fisiche precarie) arriva in semifinale a Rimini, vince Trani e fa il bis a Genova risalendo in classifica con parecchi tornei sul rosso ancora da giocare e dico “è fatta ora va nei 100” invece ancora problemi fisici e niente di fatto.

Archiviata un’altra stagione ne comincia un’altra carica di speranze, di sogni e un inizio 2008 col botto sembra finalmente fare avvicinare le mie speranze ad una concreta realtà: la vittoria a Noumea, il computer che lo accosta al numero 116 del mondo e ri-dico “è fatta” è solo questione di poche settimane ma invece ri-nulla da fare… prima un infortunio al ginocchio, poi l’influenza, poi ancora l’otite e io, sconsolato, continuo a dire ostinatamente che è solo rimandato il salto di qualità di Flavio. Dopo quello scoppiettante inizio arrivano una serie di risultati poco brillanti che lasciano il ragazzo stabile intorno alla centoventesima posizione mondiale prima di ritrovare brillantezza in Portogallo, Estoril, dove nell’ATP locale Flavio raggiunge per la prima volta in carriera i quarti di finale in un torneo del circuito maggiore; la sconfitta nettissima contro Serra lascia un po’ di amaro in bocca, è vero, ma si esce da quella settimana con il best ranking (fino ad allora, chiaro): 110! Sarà purtroppo uno spiraglio di sole solitario di quel periodo al quale seguiranno altri risultati non troppo positivi: sconfitte nelle qualificazioni dei MS di Amburgo e Monte Carlo, brutta sconfitta contro Almagro nel primo turno di Roma (con un Flavio emozionantissimo nel giocare per la prima volta il MS della sua città in tabellone principale), altrettanto brutta sconfitta nel primo turno di quali del Roland Garros, eliminazione al terzo turno delle qualificazioni di Wimbledon e tante prestazioni opache fra challenger e qualche ATP.

La crisi passa ed arrivano la brillante semifinale di San Marino e la finale di Tampere utilissime per il morale ma non per la classifica in quanto i punti in uscita dello stesso periodo del 2007 gli permettono di guadagnare pochissimo; questi tornei sono l’anticamera di quello che a tutt’oggi è (secondo me) il miglior torneo della carriera di Flavio, quello che ha regalato a noi tifosi suoi le emozioni maggiori: gli US Open! Le due vittorie su Lacko e Olejniczak, e la fortuna, fanno volare Cips del tabellone principale dove compie impresa su impresa: al primo turno supera in rimonta Hernych (67 64 26 76 76), al secondo ha la meglio su Lu (61 46 76 64) e al terzo ci fa sognare contro l’antipatico svizzero Wawrinka nonostante un infortunio che ne condiziona gran parte del match; la sconfitta (75 76 46 06 46) è di quelle difficili da digerire ma quella giornata è stata pazzesca… la ricordo ancora ora! Ero in un paese sperduto della bergamasca ad un matrimonio e avevo il cellulare in fiamme fra connessioni internet (quanto ho speso!) e sms degli amici del forum che mi aggiornavano su quel match interminabile. New York ci restituisce un campione, un tennista che se la può giocare con tutti (o quasi, ovviamente), che capisce che, forse, la sua migliore superficie non è la terra rossa bensì il cemento e che rilancia le proprie ambizioni di scalata nelle gerarchie di questo sport; la posizione 128 raggiunta grazie a questo stupendo exploit lo accompagnerà fino a fine anno che da li in poi si concluderà senza infamia e senza lode.

Nel 2009 Cipolla alza il tiro e le proprie ambizioni e decide che sarà la stagione del rischio, dei tornei ATP e del (quasi) accantonamento dei challenger. A dire il vero avevo un po’ di scetticismo perché la ritenevo una scelta troppo rischiosa, ma alla fine ha avuto ragione lui: qualificazione e secondo turno a Chennai (con grandiosa rivincita e vittoria in due set su Wawrinka), qualificazione stupenda (11 games soltanto persi in tre partite) agli Australian Open e secondo turno nel main draw (grazie alla vittoria in 4 su Tursunov), sconfitta al primo turno nell’ATP di Johannesburg, nuova qualificazione nel ricchissimo torneo di Dubai e sconfitta (lottata) contro Djokovic per arrivare (8 marzo 2009, altra data da segnare sul calendario) alla prima vittoria di Flavio in coppa Davis con la maglia azzurra, contro lo slovacco Lacko.
Questo ottimo avvio di stagione non fa salire purtroppo il ragazzo in classifica a causa di un cambio (assurdo) del regolamento ATP che penalizza nettamente chi ha in questa prima parte di stagione dei punti da difendere.

Mancherebbe poco, un exploit in un torneo maggiore ma i tornei dopo la nazionale non sono brillantissimi… a Indian Weels e Miami arrivano due sconfitte al turno decisivo di qualificazioni (in quest’ultimo dopo una lotta incredibile contro lo USA Dent), a Casablanca dopo essersi qualificato Flavio perde al primo turno contro Zverev, al MS di Monte-Carlo arriva la prima qualificazione nel principato ma il sorteggio è sfavorevole e Cilic ne interrompe subito i sogni poi lo stesso giocatore croato estromette subito l’azzurro anche nel torneo di casa, Roma.

Il resto è storia dei giorni nostri: Belgrado segna il secondo quarto di finale ATP della carriera di Cips (dopo essersi qualificato vittorie in rimonta su Baghdatis e Clement prima di cedere a Karlovic) ma poi, nonostante un comprensibile calo di forma condito anche da un infortunio al polso e le qualificazioni mancate a Madrid, Parigi e Londra oltre alle sconfitte a Reggio Emilia con Lorenzi ed Aptos contro Stadler, Flavio ritocca di settimana in settimana il proprio best ranking: 114, 111, 109, 107, 105, 103, 102 e finalmente ci siamo! 20 luglio 2009 una data che non scorderò più nel mio archivio sportivo scolpito nella memoria e che spero sia solo l’inizio di una nuova, fantastica, avventura; è come quando i sogni diventano realtà, quando le favole diventano storie di vita vera, quando una data diventa storia e la storia diventa fantasia: Flavio Cipolla è il numero 99 del mondo, sfonda quel muro che tutti i tennisti sognano di sfondare, porta la sua classe lì, dove è giusto che stia e dove è bello ammirarla perché lo sport non deve, non può essere solo muscoli ma anche intelligenza e raffinatezza.

E allora grazie Harry Potter della racchetta, hai realizzato quello che è prima di tutto un tuo sogno, un tuo obiettivo, ma anche quello che era diventato un sogno e una speranza di tutti quelli che, come me, si sono innamorati del tuo tennis raffinato fatto non di colpi di sciabola bensì di tocchi di fioretto; grazie Flavio perché comunque finisca questa fantastica avventura, è stupendo sognare!

Mi raccomando però piccolo grande eroe, questo deve essere solo l’inizio perché stupire è difficile ma riconfermarsi lo è ancora di più ed io, tutti noi, speriamo che questo non sia soltanto un punto di arrivo!

P.S. Vi chiedo scusa se mi sono dilungato in questo pezzo che, magari, vi avrà anche annoiato ma spero che (soprattutto chi mi conosce) possiate capirmi; il tifo e la passione che mi avete sempre visto mettere durante i live dei match di Flavio vi avranno fatto capire quanto tengo a lui e come, per festeggiare un avvenimento così importante nella carriera di un tennista, non potevo scrivere le classiche “due righe” bensì dovevo giustamente raccontare questo sogno passo per passo.

Diego Stocchi


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