Non solo campo: associazionismo e tecnici sportivi

Inserito il 14 gennaio 2012 14.45 da Redazione in Non solo campo
tennis_017Ecco il primo argomento trattato dal nostro esperto, titolare della rubrica "Non solo campo", Vincenzo Santoleri.



Una volta che il tecnico sportivo abbia concluso il periodo di formazione si appresta ad esercitare la propria professione; la realtà che incontra è quella dell’associazionismo che è struttura portante del sistema sportivo in Italia. Il tennis non è considerato sport professionistico dalla attuale legislazione ordinaria (al contrario di calcio, boxe, ciclismo e altri) e pertanto l’ambito in cui l’insegnante o allenatore opera è quello del dilettantismo. Per sport dilettantistico si intende lo svolgimento di attività sportiva animata da finalità di natura non lucrativa ma ideale. In termini pratici questo si traduce nell’impossibilità di dividere l’eventuale attivo di bilancio come utile di impresa tra i soci di una associazione; vi è obbligo di reinvestire nello svolgimento dell’attività istituzionale per cui l’ente associativo è nato (corsi, tornei, progetti scuola, diffusione della pratica sportiva, eventi). Ciò tuttavia non preclude la possibilità di compensare mediante rimborsi spesa i soci impiegati nell’ attività purché si rispettino determinati parametri per non incorrere nella distribuzione indiretta degli utili, pratica esplicitamente vietata dal legislatore.

All’art. 90 comma 17 della legge 289 del 2002 (finanziaria 2003) si precisa che l’attività sportiva può essere svolta esclusivamente attraverso forme stabilite: associazione sportiva dilettantistica riconosciuta e non, società di capitali (spa o srl) e società cooperativa. Il comma 18 del medesimo articolo introduce anche altra forma societaria che è la società sportiva dilettantistica e delinea i requisiti civilistici che gli enti associativi, in qualunque forma costituiti, devono presentare per poter beneficiare di agevolazioni fiscali.

Dal 2003 infatti la ASD risulta essere la forma di società sportiva più diffusa proprio per la serie di vantaggi che presenta: possibilità di sgravare da tributi le somme percepite dallo svolgimento di attività istituzionali, rapida costituzione mediante statuto e atto costitutivo senza particolari necessità formali (se la asd non è riconosciuta non è necessario neppure rivolgersi ad un notaio), possibilità di ricevere sponsorizzazioni da parte di aziende e partner con sgravi fiscali per entrambe le parti, tenuta agevolata delle scritture contabili e adozione di regimi di favore (regime forfetario lg. 398/1991).

Se l’insegnante ha come obiettivo la gestione tecnica di un centro sportivo deve innanzitutto pensare alla costituzione di una forma associativa idonea che consenta il tesseramento dei soci iscritti, l’affiliazione dei campi alla federazione o ad altro ente di promozione sportiva e lo svolgimento di competizioni agonistiche. Qualora si acquisisca anche la proprietà o la concessione dell’ impianto nella sua totalità sarebbe opportuna la costituzione di una società di capitali che ne consenta la gestione commerciale; la AS che svolge attività dilettantistica risulterebbe affittuaria dei campi presso la società di gestione della struttura.

Se invece il tecnico si dedicasse esclusivamente ad attività di insegnamento potrebbe agire come libero professionista incontrando però problemi nell’inquadramento fiscale poichè tale figura non è riconosciuta dall’ordinamento. Generalmente il tecnico sportivo opera all’interno delle associazioni sportive e di rado risulta assunto come dipendente se non nel caso in cui si adotti il contratto collettivo per addetti agli impianti sportivi. Come libero professionista dovrebbe poter agire in autonomia all’interno delle strutture del territorio Italiano (compatibilmente con le mansioni previste dal proprio livello di qualifica) prestando servizio di insegnamento, pagando l’affitto d’uso dei campi alla associazione ed emettendo regolare fattura ai propri allievi.

Altra situazione è quella in cui è stipulato un accordo tra maestro e circolo: il club diventa così cliente dell’insegnante di cui si avvale per fornire servizio di insegnamento ed allenamento ai propri associati.  In questo caso il tecnico emette fattura verso il circolo tennis. Le scuole tennis solitamente necessitano della presenza costante di personale ad ore stabilite il che è in contrasto con l’attività di un libero professionista che proprio in quanto tale non dovrebbe essere vincolato ad orari. Il flusso economico però non pare in grado di giustificare gli oneri previsti da una assunzione (ferie, malattia, previdenza). Ci si avvale quindi di forme di collaborazione per operatore sportivo che vincolano ad una dichiarazione di reddito a seconda delle somme percepite.

Vincenzo Santoleri


Vincenzo Santoleri vive a Torino e ha 40 anni (1971). Ha giocato a tennis a livello agonistico sino a raggiungere la seconda categoria (B3). Maestro nazionale FIT e Tecnico Nazionale FIT. Laurea in giurisprudenza e specializzazione universitaria post laurea in management e marketing sportivo. Iscritto al consiglio dell'ordine degli avvocati come patrocinatore. Svolge attività di insegnamento, allenamento di giocatori agonistici e consulenza sportiva (gestione, contratti, lavoro sportivo, progetti). Sito www.tennisexperience.it e relativa pagina Facebook.

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