Il sistema operativo del futuro: Senso Touch Buzzelli System

Inserito il 15 gennaio 2011 14:51 da Redazione in La preparazione atletica

tennis_011Stefano Baraldo, uno dei più apprezzati preparatori atletici sul tennis a livello mondiale, ci propone un nuovo metodo di allenamento con un macchinario rivoluzionario.

IL SISTEMA OPERATIVO DEL FUTURO: SENSOTOUCH BUZZELLI SYSTEM
  
di Stefano Baraldo

PREMESSA IMPORTANTE

E’ normale che molti Maestri continuino in prima persona l’allenamento dell’allievo fuori dal campo; come d’altronde i Preparatori Fisici sviluppano sedute di allenamento direttamente in campo utilizzando anche palle da Tennis e Racchetta.
Ma quanti Maestri e Preparatori trasmettono gli stessi concetti al Tennista?
E quante volte capita che l’allievo riscontri delle incongruenze tra alcuni messaggi del Maestro e del Preparatore?
A volte capita di entrare involontariamente in contraddizione con il collaboratore in maniera naturale e spontanea. Non solo si possono fare affermazioni effettivamente discordanti, ma più spesso accade che lo stesso messaggio venga recepito in maniera alterata per tutta una serie di interferenze o semplicemente perché descritta con altri termini!
Tra colleghi la maggior parte delle volte non ci si fa nemmeno caso oppure al limite se ne può costruttivamente discutere in un secondo momento confrontandosi, ma per l’allievo giovane tutto questo viene assorbito in maniera soggettiva talvolta allontanando ancor più il tennista dall’ideale del Team e quindi producendo effetti negativi.
Perché succede?
Queste problematiche sono sempre esistite e così continuerà ad essere, ma come limitare la possibilità di inciampare in questi equivoci?
Personalmente penso che non vada approfondita più di tanto la ricerca delle cause, poiché è evidente e presumo condivisibile da tutti che in realtà si tratti semplicemente di un effetto logico dovuto ai diversi percorsi di formazione ed alle esperienze personali degli allenatori (che siano Preparatori, Istruttori o Maestri).
Talvolta le incongruenze possono diventare tanto grottesche da far entrare in forte crisi il rapporto di stima reciproca alla base di un rapporto di collaborazione provocando non solo una semplice spaccatura temporanea all’interno del Team, ma addirittura portando alla naturale interruzione del processo di allenamento/formazione per incompatibilità professionali.
• Più saremo in grado di raffinare ed aiutare il modello dell’associazionismo sportivo interpretato principalmente da dopolavoristi che part-time si prestano ad insegnare ai più piccoli uno Sport (ai quali va riconosciuto il merito di promuovere l’attività raggiungendo spesso grandi risultati);
• più favoriremo la formazione dei Tecnici a qualsiasi livello;
• più saremo esigenti e selettivi nel concedere “licenze” di insegnamento;

….minore sarà la possibilità di provocare questi piccoli terremoti nel percorso di  formazione dei nuovi  tennisti.

Fidem qui perdit, perdere ultra nihil potest..
(Chi perde la fiducia, non può perdere nulla di più).

  • Il sodalizio del Team: problemi e soluzioni

Riusciamo ad immaginare cosa potrebbe succedere in sala operatoria se l’Anestesista non avesse per lo meno le stesse conoscenze di Medicina Generale del Chirurgo? Nella migliore delle ipotesi ci sarebbe uno dei due che direbbe all’altro quello che deve fare.
E come farebbe il Primario di un reparto a consultarsi con i colleghi di altri reparti senza aver una conoscenza  dei protocolli e della Patologia?

Il rapporto tra coach e preparatore è fondamentale per garantire il massimo all’allievo!
Come far funzionare un sodalizio tanto importante senza suddividere troppo le competenze per compartimenti “stagni”o ancor peggio ridurre al minimo indispensabile la proposta formativa?
Le riunioni tecniche sono piuttosto importanti e devono essere regolari, ma se non ci sono forti competenze in gioco l’effetto sarà tendenzialmente quello di costituire un gruppo di lavoro meno coinvolto nei processi di allenamento individualizzati e più attento all’organizzazione in generale.
Bisognerebbe far leva sull’interazione….

La storia insegna che l’utilizzo di uno stesso macchinario da parte di molti operatori possa tendenzialmente produrre un’omogeneizzazione dei metodi, dei protocolli e soprattutto crea un “gergo” caratteristico della materia in questione!. Di esempi ce ne sono tantissimi, basti pensare come in medicina la diagnostica per immagini (la radiografia, l’ecografia, la tomografia, l’RM) abbia sviluppato un interscambio tra i vari rami della medicina e non solo tanto da non poterne far più a meno.

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(La prima radiografia medica eseguita da Roentgen il 22 dicembre 1895 alla mano sinistra della moglie Anna Berthe. È visibile anche l’anello)

Nello Sport e nell’allenamento ci sono tanti altri esempi; in genere nelle palestre si trovano sempre attrezzi simili, questo facilita l’allenamento a distanza.
Ad esempio impostare un allenamento della resistenza sul Tapis Roulant è semplice anche se ci si trova in continenti diversi, se poi si ha dimestichezza con i cardiofrequenzimetri si può anche controllare il carico interno della seduta per avere anche aspetti più particolari del training.
Lo stesso avviene per la programmazione dei lavori con sovraccarico per Forza, Forza Esplosiva ecc….

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Quindi se si parla di condizionamento organico generale non ci sono in realtà grossissimi limiti all’allenamento a distanza (prevalentemente sport di prestazione), ma nei giochi dove la componente Tecnica è predominante come si fa a dar continuità al percorso di sviluppo coordinativo specifico?
Nel Tennis la crescita Tecnica si attua sempre in maniera analitica e globale combinata. In alcuni momenti si da priorità ad aspetti macroscopici in altri ad aspetti più precisi.

Nulla di più pericoloso che ripetere più volte un errore, perché una volta strutturato ed automatizzato non potrà più essere modificato radicalmente.

Nessuno è perfetto, ma gli effetti di un atteggiamento di superficialità nella costruzione del gesto produce effetti irreversibili.
Quanto potremmo migliorare i nostri metodi di allenamento se avessimo una sorta di “diario collettivo di allenamento”?!
Quanto riusciremmo a sviluppare le nostre abilità di insegnamento?!
Quanti talenti in meno si perderebbero per strada?
Quanto ci si potrebbe divertire di più tutti quanti? (…)

Ora esiste un mezzo che potrebbe essere utilizzato sia dal Maestro che dal Preparatore fuori e nel campo!
Ossia è nato il collante tra le figure principali della formazione del Tennista
 Il sistema operativo del futuro dell’allenamento nel Tennis potrebbe essere oggi alla portata di tutti.
Si chiama “Sensotouch” ed è nato a due passi della sede storica dell’Università di Bologna

Era Ottobre 2009 quando finalmente il mio amico Prof. Salvatore Buzzelli mi chiamò soddisfatto per dirmi: “ Caro Stefano siamo pronti!”.
Non ci misi molto a recarmi direttamente a Bologna nella nuova sede di allenamento del Professore per uno dei momenti più intriganti del mio percorso di tecnico… la consegna di uno dei primi macchinari artigianali fatto a mano denominato “Sensotouch BuzzelliSystem” che da allora è sempre con me negli allenamenti e nelle trasferte in giro per il mondo.
Da quel momento si è aperto un nuovo capitolo nel mio approccio metodologico… finalmente la possibilità di sviluppare con i colleghi Preparatori ed i Maestri uno o tanti metodi codificati di Allenamento Speciale per il Tennis!

Finalmente il punto di incontro tra:
• Preparatori e Maestri
• Preparatori e Preparatori
• Maestri e Maestri

Un occasione per comunicare e crescere; per operare in maniera più completa e favorire un evoluzione dell’insegnamento del Tennis verso un approccio Sistemico.

Per saperne di più ho rivolto direttamente alcune domande al creatore di Sensotouch ossia al Professor Salvatore Buzzelli.

D. Prof come è nata l’idea di costruire un macchinario del genere?
R. Dando seguito ad un idea che avevo avuto una quindicina di anni prima relativamente alla creazione  un metodo specifico di preparazione atletica per tennisti, nel 2007 mentre allenavo una bimba di 8 anni con spiccate doti motorie, ma non rapidissima nei tempi di reazione ho rispolverato questa mia ambizione. Volevo farla esercitare con qualcosa che rendesse l’allenamento funzionale al tennis, ma che la coinvolgesse senza mai farla annoiare. Così nel mio laboratorio di elettronica ho pensato che assemblando in un solo strumento luci, suoni, pulsanti e cronometro, avrei soddisfatto questa esigenza. Ho avuto immediatamente risultati eccellenti, perché i tempi di reazione miglioravano costantemente insieme all’attenzione ed alla capacità di rimanere concentrata a lungo, cosa che anche il Maestro di tennis mi ha confermato. Ma la certezza che il metodo avrebbe funzionato è arrivata dalle parole di una mia allieva tennista professionista:”Prof, ma questa è una rivoluzione! Son qui da più di un’ora e non mi va di mollare!”

Capii allora che per la diffusione su larga scala mi serviva uno strumento più professionale, e fu così che  mi rivolsi ad una azienda che approntò il nuovo strumento, chiamato Sensotraining.

D. Come funziona praticamente?
R. Sensotraining è uno strumento che elabora vari tipi di segnali luminosi ed acustici, modulati da differenti tempi di emissione. Serve principalmente ad allenare qualità sensomotorie correlate alla velocità di azione-reazione ed agire nello stesso tempo anche sulle capacità metaboliche.
In questo caso lo strumento supporta la scelta metodologica del professionista che a sua discrezione orienterà l’allenamento in base alle necessità (singolo o gruppo) e agli obiettivi (rapidità, velocità, resistenza, forza e flessibilità).
Altro grande vantaggio è costituito dalla possibilità di agire sulla componente tecnica specifica (appoggi, ricerca, spostamenti, spinte, equilibrio, ecc…) rafforzandola anche fuori dal campo e quindi rivelarsi utile per tutti quegli aspetti coordinativi caratteristici della didattica dello sport. Per concludere direi che Sensotraning aiuta a  realizzare il cosiddetto allenamento psicocinetico.
D. Quali sono i campi di applicazione?
R. Tutti i campi in cui è richiesta una azione motoria di risposta ad uno stimolo sensoriale. In pratica in quasi tutti gli sport  ma anche nella medicina riabilitativa e nella psicologia  cognitiva.
D. Perché hai deciso di iniziare “Sensotraining”dal Tennis e non da sport più praticati come Calcio?
R. Semplicemente perché il tennis è un grande amore oltre che il mio settore di attività, ma sono sicuro che presto si diffonderà anche negli altri sport.
D. Tu hai tanti anni di esperienza sul campo: cosa è cambiato e in che direzione dovremmo andare?
R. Negli oltre trent’anni di attività come preparatore, ne ho fatte e viste di ogni tipo, ma  lo sviluppo delle abilità è stato, è, e sarà l’obiettivo principale; è cambiato il sistema di comunicazione e diffusione dei metodi. E’ già una realtà l’utilizzo di sistemi di allenamento a distanza, e il Sensotraining è funzionale a questa tendenza.
Vorrei sinceramente che la realizzazione di questa mia idea possa contribuire all’evoluzione del tennis in Italia,  possa aiutare concretamente i tecnici del settore e perché no, a scoprire nuovi talenti.

Grazie al Professor Buzzelli


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